COMITATO NAZIONALE DELLE SSIS IX CICLO

RESOCONTO DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 15 DICEMBRE 2007

Quello che segue è un resoconto dettagliato degli interventi che si sono succeduti durante l’Assemblea. Il testo che qui si presenta è comunque un riassunto ed è realizzato sulla base di appunti, pertanto non aderisce in modo perfettamente letterale al pubblico dettato assembleare.

I contenuti dell’intervento dell’ANIEF all’assemblea in oggetto risultano meglio illustrati nella pubblicazione, avvenuta in data 18-12-2007, del Comunicato Ufficiale visionabile all’indirizzo internet:

http://digilander.libero.it/ANIEF/ANIEF_18Dic07_bis.htm.

Al fine di tutelare la privacy dei partecipanti al dibattito, sono stati omessi tutti i nomi di persona.

 

LEGENDA:

M = moderatore

A = rappresentante Anief

I = intervento dei partecipanti

 

Ore 11: 20 si apre l’Assemblea

M 1: Saluti ai presenti. Il Comitato delle SSIS IX Ciclo nasce in maniera spontanea poco più di un mese fa tra gli specializzandi dell’indirizzo linguistico-letterario della SSIS Lazio. Quasi contestualmente nasce il blog nonociclo.wordpress.com, che intende essere un polo di attrazione, discussione e confronto sulle problematiche del IX ciclo. Sostanzialmente uno strumento di dibattito e coordinamento generale. Per questo tutti voi trovate qui sulla vostra sedia dei fogli che abbiamo approntato per raccogliere suggerimenti e idee utili a migliorare il blog e il suo funzionamento. L’assemblea di oggi è a carattere nazionale. I numeri pertanto forse sarebbero dovuti essere superiori a quelli che vediamo qui (ottanta persone ca. n.d.r.) ma, complici il freddo e quel naturale distacco tra la realtà percepibile da internet e il mondo reale, credo che questo sia già un successo: sono presenti infatti rappresentanti provenienti da molte regioni italiane, alcuni dei quali hanno affrontato un lungo viaggio per essere qui oggi. La prima parte del dibattito sarà dedicata a una rassegna sulle idee che circolano nelle varie SSIS e nei vari coordinamenti che sono nati nelle regioni italiane. Sono inoltre presenti qui tra noi due rappresentanti dell’Anief che hanno gentilmente raccolto il nostro invito e che ci potranno dire quali sono le iniziative che, come Anief, intendono proporre alla nostra attenzione e vedere sul lungo periodo quali potranno essere i risultati raggiungibili con tali iniziative. La discussione ovviamente verterà poi anche su questo punto. 

Prima di cominciare corre il dovere di un ringraziamento al C.S.O.A. ex SNIA, che all’ultimo momento si è dimostrato aperto alle nostre necessità e ha tempestivamente messo a disposizione questo spazio.

Ripercorriamo rapidamente i motivi che ci portano qui. La questione fondamentale è questa: la proposta di emendamento Cannavò alla finanziaria è stata giudicata non ammissibile dalla Commissione bilancio della Camera. Pertanto adesso c’è la necessità di decidere quale sia la forma migliore per portare avanti le nostre istanze. Sentiremo quindi le proposte che tutti noi presenti abbiamo da esporre in questa sede. La situazione attualmente è molto fluida, tra Ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università c’è una sorta di incomunicabilità istituzionale – anche se poi bisognerà vedere se si tratta anche di una incomunicabilità sul piano reale!

Vorrei sentire come prima cosa le opinioni di tutti voi e sentire qual è il tono dei dibattiti emersi nelle varie SSIS d’Italia. Apriamo gli interventi con una prima domanda: come proseguire la nostra iniziativa di protesta ora che l’emendamento non è passato, sia dal punto di vista della mobilitazione e sensibilizzazione pubblica, sia da quello delle proposte di strategia politica? 

I 1: Quando è stato presentato l’emendamento?

M: L’emendamento è stato presentato prima del 22 novembre, in tempo strettissimo, c’erano solo tre o quattro giorni utili ed è stato fatto in maniera velocissima. Su questo sentiamo una collega della SSIS Lazio, che può precisare meglio la questione.

I 2: L’iter finora è stato questo: noi sapevamo già che ci sarebbe stato questo problema della chiusura delle graduatorie (era scritto nel bando di apertura delle SSIS), ma nella finanziaria dello scorso anno era stata automaticamente inserita una norma che prevedeva che gli iscritti all’VIII ciclo sarebbero comunque stati ammessi con riserva alle graduatorie ad esaurimento. Noi del linguistico-letterario del Lazio, quando ci siamo ritrovati a lezione ci siamo detti: “proviamo a ottenere la stessa cosa ottenuta dall’VIII ciclo!”. Nelle beghe tra i due Ministeri non è possibile scaricare sulle nostre spalle una tale situazione: perché a fronte di una stessa SSIS noi non possiamo essere ammessi in graduatoria? Allora attraverso conoscenze personali – chi conosce un deputato, chi un altro – abbiamo cominciato a sollevare il problema facendo presentare un emendamento che riprendeva il testo dell’anno scorso. Questo è l’emendamento Cannavò, che in Commissione bilancio non è stato approvato. Questa bocciatura non è molto motivata: io dubito che i membri della Commissione bilancio sappiano esattamente cosa sia la SSIS! Se non si fa una pressione prima e non si sensibilizza la classe politica, gli emendamenti non passano, perciò, coi tempi che avevamo, il destino dell’emendamento Cannavò era segnato. Sarebbe stato comunque possibile riproporre l’emendamento in Senato ma, nel frattempo, il governo ha messo la fiducia sulla finanziaria per cui anche questa possibilità, per quanto remota fosse, è sfumata. L’attuale finanziaria, nella forma in cui è stata approvata con la fiducia, reintroduce quindi l’idea dei concorsi senza però dire come saranno organizzati, chi vi potrà accedere, quando avverranno, se sarà un concorso aperto a tutti o solo agli abilitati etc., e quindi ora non è possibile capire se le SSIS resteranno, se il concorso sarà effettivamente biennale etc. Tutte domande che ciascuno di noi si sarà fatto. Su questa materia si demanda a un regolamento che dovrà essere stabilito dai due Ministeri. Io propongo pertanto di fare pressione sui due Ministeri attraverso delle manifestazioni ben organizzate, perché in questo momento i Ministeri scriveranno il regolamento e noi dobbiamo capire come fare a essere voce in capitolo in questa fase importante: sia per continuare a chiedere l’ammissione in graduatoria, sia per sapere quantomeno cosa abbiano in mente. È soprattutto importante farlo prima di pagare la seconda rata di tasse. La prima l’abbiamo pagata “per esistere”, poiché se non ci immatricolavano non avremmo avuto alcuna voce in capitolo.

I 3: Dobbiamo trovare un appiglio legale valido per far leva in questo senso. Loro potrebbero dire “voi lo sapevate, quindi …”. È vero che c’è una disparità di trattamento evidente tra VIII e IX ciclo, però serve un appiglio legale.

I 4: Per trovare l’appiglio ragionavo su questo fatto: la chiusura delle graduatorie è avvenuta attraverso un articolo della finanziaria, ossia al di fuori dei canonici strumenti legislativi che regolano il percorso di formazione dei docenti. Come quello è stato un evento fuori dai canali canonici, adesso si può a buon diritto chiedere un nuovo intervento fuori dai canali canonici per risolvere il nostro problema. Secondo me va seguito il discorso dell’eccezionalità della legislazione: come c’è stata eccezionalità l’anno scorso ci può essere anche quest’anno.

M: Volevo ricordare una cosa. Progettualmente la SSIS, quando nacque nove anni fa, non era stabilito che formasse degli specializzandi che automaticamente dovevano entrare in graduatoria; bensì la SSIS formava persone abilitate per essere ammesse a un fantomatico concorso, che doveva avere cadenza biennale e che ovviamente non è stato mai fatto (d’altra parte portatemi un esempio di un concorso pubblico realizzato in Italia con cadenza biennale!). Accorgendosi dell’impossibilità di una frequenza concorsuale così ravvicinata, dal biennale si propose di passare al triennale, ottenendo gli stessi risultati. D’altra parte già nella cadenza biennale c’è un’evidente disarticolazione del sistema, poiché i corsi SSIS vengono attivati ogni anno, sicché un ciclo sì e uno no gli abilitati avrebbero dovuto aspettare un anno prima di accedere al concorso, col risultato di ingolfare i concorsi già sul nascere. Con l’idea di una cadenza triennale la situazione ha mostrato ancora di più la corda e poi ci si è risolti per la creazione della graduatoria. Il sistema meritocratico del concorso è bello ma di difficilissima attuazione, quello delle “code” concorsuali è brutto, ma è il solo che finora ha qualche speranza di funzionare.

Tornando alla domanda sugli appigli legali, se è vero che la SSIS è nata per abilitare a un concorso, noi abbiamo comunque dalla nostra il precedente di otto anni in cui le cose sono andate in modo totalmente diverso. E il precedente giuridico è in ogni legislazione un argomento fortissimo e assolutamente cogente a livello legale per legittimare un’istanza.

I 5: Sono uno specializzando della SSIS dell’Abruzzo. Ho interpellato il Prof. Lucisano, noto e influente pedagogista de La Sapienza, il quale mi ha detto che c’è un progetto di aprire la SSIS ai laureati triennali con la formula del 3+2, il che consegnerebbe noi ancor di più in una specie di limbo, perché saremmo l’unica categoria a fare il 5+2+concorso

M: È un progetto esplicito e già previsto dalla legge Moratti. Anche all’ultimo convegno Siped se ne è sottolineata l’assurdità.

I 6: Sempre sul cavillo giuridico: si può sfruttare il caso delle persone che hanno vinto la SSIS lo scorso anno e che l’hanno congelata, per cui si trovano a frequentare oggi le nostre stesse lezioni ma godrebbero dei diritti dell’VIII ciclo. Ritengo che questo potrebbe essere un cavillo giuridico da sfruttare.

I 7: Sono d’accordo nel cercare gli appigli legali, ma dovremo inquadrare la nostra posizione in aspetti di ordine generale. E io ve ne propongo due. Uno: noi dobbiamo rifiutare la guerra tra poveri. Dobbiamo far passare l’idea che non si modifichi nulla dell’attuale struttura, per quanto sfasciata sia, finché non siano coinvolte tutte le componenti e mai contro una di queste. Cioè non attacchiamoci soltanto al cavillo giudiziario utile per sanare la nostra situazione contingente, ma cerchiamo nel momento del cambiamento la concertazione più ampia possibile con tutti i lavoratori della scuola. Per cui dobbiamo proporre una linea generale utile anche per il futuro e per agganciare anche le altre categorie. Stiliamo quindi, e qui è il secondo punto, un documento che serva a informare i colleghi e la gente esterna alla scuola. È importante la questione di una linea comune.

M: La questione della linea comune mi sembra effettivamente molto importante. Però tornerei un momento allo specifico del nostro incontro, ossia alla strategia da adottare dopo la bocciatura dell’emendamento Cannavò. Si profilano due alternative: continuare con la richiesta dell’inserimento in graduatoria dei sissini nono ciclo (questo, ripeto, è un provvedimento che può venire direttamente dal Ministro, senza una risoluzione parlamentare), oppure l’altra strada, e qui mi piacerebbe discuterne insieme, è quella di dire: “bene, ci sarà un concorso – non si sa quando, non si sa come, non si sa nulla… – allora cambiate il regolamento per il IX ciclo sottoponendoci a oneri finanziari e d’impegno differenti e più lievi rispetto a quelli attuali”. Il mio parere personale è che nel momento in cui si va a una trattativa si debba sempre mirare il più in alto possibile, per cercare di ottenere il massimo risultato. Per cui sostengo l’idea di continuare con la richiesta di immissione in graduatoria con le modalità che ci sembreranno più opportune. Ma su questo vorrei sentire altri pareri.

I 8: Per terminare il resoconto delle iniziative che abbiamo preso noi nel Lazio e per mettere in campo tutte le tematiche strategicamente importanti, vorrei ricordare che noi abbiamo presentato al consiglio docenti della SSIS Lazio una mozione, che è stata approvata all’unanimità, in cui il Direttore e i docenti hanno dichiarato formalmente il loro appoggio alle nostre iniziative e alle nostre rivendicazioni. Mi permetto di proporre a tutti quelli di noi che non lo hanno fatto – e so che molti l’hanno già fatto – di fare altrettanto nelle altre SSIS d’Italia, in modo di creare una rete di contatti anche tra i vari consigli direttivi delle SSIS.

Inoltre abbiamo preso dei contatti con il Ministero della Pubblica Istruzione. Abbiamo avuto un incontro con un alto funzionario – Sanzo, il capo della segreteria del Ministro – al quale ci siamo presentati per far presente la nostra esistenza e la linea della nostra rivendicazione. In questa occasione abbiamo saputo che il Ministero soltanto dalla fine di gennaio o agli inizi febbraio comincerà a discutere al suo interno per stilare un regolamento attuativo delle norme previste in finanziaria; e, questa è una novità degli ultimi giorni, lo farà anche in accordo con il MUR, laddove fino a pochi giorni fa il reclutamento dei docenti doveva invece essere di esclusiva pertinenza del MPI.

Pertanto penso che noi dovremo avere voce in capitolo e partecipare in qualche modo a tale dibattito, dal momento che fino a un mese fa – ossia quando noi abbiamo avuto l’incontro con Sanzo – il Ministero non aveva idea di quali sarebbero state nel concreto le modalità del futuro concorso e del nuovo sistema di reclutamento dei docenti in genere, e quindi quale sarebbe stata la posizione degli specializzandi IX ciclo.

I 9: So che le graduatorie per gli insegnanti di musica sono state riaperte.

M: In realtà non sono mai state chiuse (ma su questo vd. oltre, n.d.r.).

I 10: Bene, comunque questo mi pare un precedente importante da sfruttare.

I 11: Io sono un sissino dell’VIII ciclo. Secondo me è validissima la battaglia che state facendo per ottenere i diritti per il IX ciclo ed è una battaglia che non è solo per voi ma è per tutti, perché i diritti valgono in senso generale. Vi propongo però una riflessione, una questione che andrebbe introdotta come cappello: la SSIS è nata con l’intento di pianificare il numero degli insegnanti. Questo discorso entra palesemente in contraddizione con gli interessi delle università, che fanno a gara per aumentare il numero degli iscritti. A livello generale si crea una situazione di precarietà continua, che si allarga perché si alimenta surrettiziamente il numero delle persone abilitate.

Inoltre la SSIS nasce con un impianto totalmente pedagogico, con l’idea che non conta il contenuto della scienza che spieghi ma il modo in cui la spieghi, il che determina un abbassamento della figura dell’insegnante – e questo si riallaccia all’intervento sull’apertura delle SSIS ai laureati triennali – cui corrisponde anche un impoverimento del nostro potere contrattuale e salariale. La SSIS determina nei sissini un atteggiamento balordamente corporativo, perché le SSIS ti spingono a pensare solo esclusivamente ai problemi contingenti, a quando ti abiliterai, a quanto ti costa etc., ma con questa logica il livello di ricatto nei nostri confronti diventa sempre più forte. Non pensatevi solo come persone che si debbono abilitare, ma come docenti. Noi siamo docenti!

M: Mi sembra molto giusto. D’altra parte il coordinamento del IX ciclo è nato prima di tutto su questioni di questo tipo, noi ci siamo confrontati e ci siamo detti: ma cosa ci stanno insegnando questi qui? Stanno svilendo la nostra figura! E poi da lì è nato tutto.

I 12: Sono uno specializzando della SSIS Umbria. Mi domandavo se sia legale che noi paghiamo le tasse alla SSIS senza sapere in concreto cosa ci potremo fare con l’abilitazione. E poi, loro ci hanno fornito spiegazioni sul motivo di questi cambiamenti? E poi, credo che l’idea di una manifestazione sia un pochino da evitare perché dovrebbe fondarsi sul numero e noi siamo pochi… per cui puntiamo sui media e sulla raccolta di firme.

I 13: Siamo pochi ora e qui, ma facciamo in modo di essere tanti in futuro!

I 14: Sono del IX ciclo SSIS Lazio linguistico-letterario. Noi con l’immatricolazione abbiamo firmato in pratica un contratto in bianco, in cui non si sa quali siano i termini, quanti punti ci danno, se ce li danno, se si farà un concorso o se non si farà etc… siamo come il lavoratore che comincia a lavorare senza sapere quanto prenderà all’ora o quando scadrà il suo contratto… semplicemente perché siamo vittima di un problema politico tra quelli che vogliono le graduatorie e quelli che non le vogliono. Quindi bisogna chiarire se le graduatorie potranno essere riaperte solo per noi in seguito alle nostre legittime richieste e poi riaprirle mai più, oppure se si parla già da ora direttamente di concorso, un concorso che come si diceva prima potrebbe essere aperto tra molti, molti anni. Il problema è che sta accadendo tutto nel silenzio. I giornali non ci danno molta retta. Noi abbiamo provato a contattare, sia personalmente sia tramite un ufficio stampa molto preparato, vari giornali, ma in questi giorni caldi di fiducia alla finanziaria la nostra condizione indefinita non ha ottenuto alcun interesse dalla stampa.

Riprendo l’idea di un precedente intervento (I 7 n.d.r): allarghiamo la protesta anche ai precari dell’università e della scuola. Il nostro problema è di precariato generale. La SSIS è un sistema claSSISta perché forma insegnanti solo tra chi si può permettere 3000 euro di tasse. Questo è tutto vero, per il momento però dobbiamo focalizzarci sulla nostra specifica condizione: dobbiamo capire cosa c’è scritto sul nostro “contratto”. Dobbiamo organizzare da qui a marzo un chiacchierio enorme sulla questione, coordinandoci in una rete che abbia una piattaforma di rivendicazione unica in tutta Italia. Per esempio in Trentino, regione a statuto speciale, i SSISsini del IX ciclo sono stati inseriti nelle graduatorie: questo è un altro precedente da sfruttare.

I 15: Mi rivolgo al moderatore che prima proponeva il dibattito sulle due possibili linee da seguire: o continuare a chiedere l’immissione in graduatoria o chiedere di modificare l’attuale ordinamento della SSIS IX ciclo, alleggerendo il carico a livello di tasse di impegno richiesto. Quest’ultimo fronte di discussione non credo sia valido e credo anzi che potrebbe essere un’arma a doppio taglio, poiché il Ministero potrebbe semplicemente fare qualche piccolo sconto sulle ore di tirocinio o su altre minuzie per poi di fatto non risolvere affatto la questione. A mio parere l’unica linea deve essere quella dell’immissione in graduatoria come per tutti i cicli precedenti.

A 1: Buongiorno a tutti. L’Anief è una associazione onlus che nasce diversi anni fa e c’è una storia che noi vogliamo mettere a vostra disposizione, sia come esperienza che come saperi. È vero, come ha detto il moderatore, che le SSIS quando nacquero non davano la certezza della collocazione e non la danno ancora oggi. Negli anni si sono accumulate nella mente dei dirigenti una serie di idee relative alla scuola di qualità, una “qualità” in cui ci si è voluto infilare di tutto, parola di cui ci si è voluto riempire la bocca. Già nell’800 in Italia esisteva l’idea di una scuola per insegnare e oggi noi ci troviamo in questa situazione: questa è la SSIS. Noi in questo siamo coinvolti e in questo dobbiamo credere in un modo o nell’altro, perché altrimenti non ha senso fare il ΙΧ ciclo e non ha senso partecipare alla SSIS. La prima cosa da fare è convincersi che c’è una sola direzione, la SSIS, e che in quella direzione bisogna andare. È inutile cercarne altre perché altrimenti noi stessi ci perdiamo e perdiamo una linea unica su cui fare le nostre richieste. La qualità nella scuola si trova in uno e in un solo modo: con la SSIS. La SSIS è una scuola che forma docenti di qualità: tutte le altre soluzioni ci portano fuori rotta e a mostrare il fianco a critiche di molti tipi.

È vero che voi non state nelle graduatorie ad esaurimento, ma è pur vero che in alcune classi di concorso l’VIII ciclo, il VII, il VI non hanno ancora nessuna possibilità di insegnare. I dati del Ministero dicono che il 3% degli immessi in ruolo è composto da specializzati SSIS. Questo significa che chi è diventato insegnante tramite i corsi SSIS riesce a entrare nella scuola dopo anni e anni, tranne alcune classi di concorso in cui c’è effettiva penuria di docenti.

Con il II ciclo nascono i primi coordinamenti da cui è nata la onlus Anief e da cui nacque una manifestazione di oltre 2000 persone: è quello il periodo in cui gli specializzati SSIS ottennero di più (punteggi più alti, contemporaneità della valutazione del servizio rispetto alla frequenza della SSIS). Il nostro studio legale si è battuto per questi diritti e finalmente siamo riusciti a far sì che i 30 punti che vengono dati per la frequenza della SSIS siano una cosa sicura e non più discussa. Questa è un po’ la nostra storia.

Quello che noi vi proponiamo è che ci sia da parte vostra la convinzione che ci sia la necessità di essere in tanti e determinati. Anche noi abbiamo presentato degli emendamenti già da prima che il IX ciclo SSIS partisse, perché noi siamo quasi settimanalmente in contatto con il Ministero. Abbiamo fatto molte audizioni alla Camera e in Senato. Abbiamo inoltrato una lettera aperta al Ministro in cui si chiedeva parità di trattamento per gli specializzandi del IX ciclo. E proponemmo degli emendamenti, tra cui quello della classe di concorso per strumento musicale. Tecnicamente questa cosa qui è quella su cui è possibile poi portare avanti un ricorso. Perché per la classe di strumento musicale è stata concessa l’iscrizione in graduatoria. Per cui adesso si potrà preparare un ricorso. Però questo ricorso dovrà essere preparato con dei termini ben precisi, perché non si può fare un ricorso contro la finanziaria, ma si può fare solo contro un atto amministrativo, ossia il decreto che verrà emanato dal Ministro 90 giorni dopo l’uscita della legge.

I ricorsi si possono vincere o perdere per vari motivi. Uno dei buoni motivi per perderlo è quello di presentarsi ognuno con il proprio avvocato. Come Anief abbiamo una bella esperienza e un ottimo studio legale che ci ha seguito finora e questa cosa richiede una bella organizzazione. Pertanto è necessaria una raccolta firme per capire quanti siamo, perché se su 11000 aderiscono in pochi è meglio lasciare stare. Noi come Anief abbiamo già presentato delle firme raccolte online e tramite i rappresentanti regionali. Però le abbiamo messe lì sul tavolo dicendo che quando sarebbe partito il nono ciclo noi avremmo presentato 10000 firme. Il che sembra facile, ma non è così. È un impegno gravoso.

Per l’altro punto, che è quello del ricorso, c’è da chiarire un fatto. Il ricorso va fatto in forma nominale. Per farlo nominale o uno va dal suo avvocato e paga i mille euro – o quanto lui gli chiederà –, oppure si fa tramite uno studio legale che organizza il ricorso. La nostra organizzazione in passato ha curato già molti ricorsi. Per far sì che a ciascuno siano chieste solo poche decine di euro bisogna essere qualche migliaio di persone. I numeri ci sono per farlo. Però io non mi sento di spendere la mia organizzazione dicendo ci saranno mille e passa ricorsi e poi se ne ritrovano dieci o venti. Se a chi fa il ricorso noi abbiamo promesso di chiedere poche decine di euro significa che poi non gliene possiamo chiedere mille e la differenza la dovrebbe pagare l’Anief. Per cui assieme alla raccolta firme per l’adesione a tutte le iniziative dell’inserimento il graduatoria è necessario dare una preadesione al ricorso, perché noi a fine febbraio dobbiamo avere già lo studio legale che ha lavorato raccogliendo le adesioni al ricorso con tutte le deleghe firmate una ad una.

I 16: Vorrei fare una domanda: su che cosa lo basate il ricorso?

A 1: Per le questioni tecniche c’è lo studio legale. Comunque sui precedenti che avete citato voi qui e, in più, la classe di strumento musicale. Ora, di appigli forti non è che ce ne siano. Noi dobbiamo attaccarci a questo: la graduatoria di strumento musicale era chiusa ed è stata riaperta in seguito all’approvazione di un emendamento. Se è stata aperta per uno deve essere aperta anche per gli altri. In Italia la pubblica amministrazione fa molti pasticci, ogni tanto cerchiamo di sfruttarne qualcuno. L’idea del MPI è chiudere le graduatorie e reintrodurre i concorsi. Il nostro obiettivo deve essere garantire le migliori condizioni possibili ai sissini del IX ciclo che hanno già superato un concorso in ingresso e ne supereranno uno in uscita.

I 17: Perché bisogna fare un ricorso nominale e non per categoria? E’ possibile che uno lo vinca e l’altro no?

A 1: Si, è possibile, queste anomalie verranno risolte nel giro di un anno o due.

I 18: Ma perché non per categoria?

A 2: Ti rispondo subito. Se si fa un ricorso per categoria, come l’Anief ha già fatto in passato, col VI ciclo, costa di più e bisogna avere il cento per cento di quella categoria. Noi del VI ciclo perdemmo tutti un anno di lavoro, questo va detto, è memoria storica.

I 19: E se noi ci iscriviamo tutti all’Anief e si fa un ricorso per categoria?

A 2: Io, cara collega, mi auguro che lo facciate tutti. L’Anief organizzerà un ricorso solo per i soci aderenti. Il costo di un ricorso varia molto da uno studio legale all’altro, un conto è un giovane avvocato che vuole fare curriculum un altro conto un grosso studio…L’Anief ha un suo studio legale. Se viene organizzato un ricorso per categoria e man mano i ricorrenti si tirano indietro, come è successo, la cifra individuale da sborsare aumenta, e allora la differenza ce la deve mettere l’Associazione. Per questo l’Anief organizza ricorsi solo per gli associati. Comunque, l’Anief sta già raccogliendo firme per smuovere le istituzioni a livello politico e gratuito.

I 20: Scusate, il senso di quest’assemblea dovrebbe essere definire le nostre tappe. Non dobbiamo discutere sull’utilità della SSIS, che secondo me, personalmente, è uno scandalo. Se l’avessero soppressa e basta, senza far partire il IX ciclo, io gli avrei detto “bravi!”. Ma il IX ciclo è partito, ecco la nostra situazione: noi dobbiamo cercare di avere un’audizione in Commissione cultura e un incontro con Mussi, che ha indetto il IX ciclo, entro i 90 giorni previsti per il decreto attuativo della finanziaria. Possibilmente quando manderemo una delegazione da Mussi dovremo organizzare un sit in o una manifestazione sotto il Ministero, per avere un momento di visibilità collettiva. In tutto questo il ricorso è l’extrema ratio. Se oggi noi ci organizziamo solo per il ricorso, diamo per scontato che il regolamento verrà fatto penalizzandoci. A noi non interessa difendere la sopravvivenza della SSIS dopo il IX ciclo.

M: Noi del Lazio abbiamo avuto un incontro con Folena, presidente della Commissione cultura, che si è detto disponibile a procedere in questo modo. Chiederemo un’audizione in Commissione, alla presenza di rappresentanti del MPI e del MUR (n.d.r. richiesta effettuata in data 17/12/07). Possiamo intervenire nel dibattito, nella fase precedente all’emanazione del decreto attuativo.

I 21: Vorrei fare presente che la SSIS Veneto ha attivato corsi di specializzazione per cui non esistono graduatorie (italiano per stranieri, arabo). In quel caso non si tratterebbe di riaprire le graduatorie, ma di crearle del tutto!

I 22: Io sono iscritto all’VIII ciclo. Il vostro obiettivo di immissione nelle graduatorie è sacrosanto, ma attenti, entrare in graduatoria significa ancora precariato, non è risolutivo.

I 23: Questo lo sappiamo, ma siamo realisti: dobbiamo puntare dritti al nostro obiettivo e creare un coordinamento efficace, che non sia solo virtuale.

I 24: Allora chiediamoci: vale la pena di creare un Comitato che operi accanto all’Anief? Come organizzarlo?

M: Il nostro scopo è uscire da qui con una strategia unitaria.

I 25: A breve dobbiamo ottenere un’audizione alla Camera e chiedere un incontro a Mussi. Dobbiamo sfruttare quel momento per ottenere visibilità come comitato nazionale. Dobbiamo organizzare nelle nostre sedi uno spazio di discussione e comunicazione interna, il che non è facile, già tentare di fare questo nel Lazio ha rappresentato un grosso problema. Il blog è uno strumento, non l’unica forma di lotta. L’assemblea di stamattina è comunque un successo, mettere insieme quasi cento persone non è facile neppure per chi è più organizzato di noi. Io, che so, dalla Sicilia, potevo domandarmi: perché andare a Roma? Chi sono questi? Dobbiamo diventare visibili e dare un volto non virtuale al comitato. Ci stiamo?

(assenso)

A 2: L’Anief vuole completare la raccolta di firme a nominativo, senza questo una manifestazione non serve a niente. Poi ci sarà una seconda raccolta di firme, quella degli eventuali aderenti al ricorso. L’Anief al limite si può anche spendere a livello istituzionale per fare una manifestazione di piazza, ma occorrerebbe prima vedere quante persone sono. Tre anni fa andammo sotto il Ministero in 30 su 11.000. Bisogna informare il Prefetto, la Digos, garantire l’ordine pubblico. Siamo insegnanti, non ragazzini delle medie. Questa cosa rischia di non produrre l’effetto voluto. Nel 2003 la seconda manifestazione vide gli agenti della Digos chiedere ai referenti Anief i nominativi dei partecipanti! Queste cose purtroppo vanno dette, è memoria storica. L’Anief è l’unica associazione che si è occupata di questo. Quando entrerete nella scuola, invece, troverete i sindacati come falchi…

M: Puoi per favore riassumerci le iniziative dell’Anief?

A 2: Riassumendo, le iniziative dell’Anief per il IX ciclo sono: 1) una raccolta firme per avere peso politico…

I 26: Scusa, dove dovranno essere portate le firme?

A 2: O qui a Roma o alla sede di Palermo, non lo sappiamo ancora.

I 27: Quante ne avete già raccolte?

A 2: Prima dell’audizione io personalmente ne ho raccolte mille in quattro giorni. Siamo arrivati intorno a tremila, credo, perché i referenti non me le hanno ancora spedite.

I 28: A Milano c’è stato un errore, non hanno segnato correttamente i documenti d’identità. Dobbiamo raccoglierle di nuovo.

A 2: Il problema non si pone, tanto il peso politico non cambia. Questa operazione non costa un soldo. Poi una seconda raccolta firme ci serve in caso di ricorso…

M: Non mi è chiara una cosa. Tu sei d’accordo ad essere auditi in Commissione cultura? Che cosa ci fate se no con la prima raccolta di firme?

A 2: Vi dico solo una cosa. L’Anief ieri ha rispedito al mittente, in fase di dibattito, gli emendamenti che aveva proposto fin da febbraio. L’Anief si occupa del IX ciclo da prima ancora che voi sapeste di farne parte. La battaglia politica di cui si parlava l’Anief la sta continuando. Bisogna accorpare a quelle proposte di emendamento 11.000 nomi e cognomi. A tempo debito le firme in cartaceo verranno portate dicendo: “Tenga Ministro, questi sono i suoi sissini!”. Questa è una cosa che politicamente fa paura, più di quattro scagnozzi che fanno casino sotto al Ministero. Però siccome spesso non otteniamo quello che vogliamo, dovremo intraprendere le vie legali. Dobbiamo sapere, di quegli 11.000 che hanno firmato, quanti sarebbero disposti a metterci sopra qualche decina di euro per il ricorso? Signori, il prezzo di un ingresso in discoteca… Ci serve una seconda raccolta di firme in cui ogni firmatario dice: “sono intenzionato a partecipare al ricorso”. I nominativi ci devono arrivare ben prima che esca il decreto, perché a gestire 11.000 mandati ci vogliono settimane. Per fare ricorso c’è tempo 60 giorni dall’uscita del decreto, questo lo dice la legge. Il DM arriverà a fine febbraio, primi di marzo. Noi dobbiamo sapere già chi vuole partecipare in modo che lo studio legale ci dia un preventivo.

M: Che cosa dovremmo fare per raccogliere le firme?

A 2: Mandate un’email al mio indirizzo privato. Chi si vuole candidare come referente, che conosce i colleghi per nome e cognome e va a prendere le firme, me lo fa sapere e io gli spedisco via email tutti i documenti. L’unica cosa che spende è la carta della stampante. Purtroppo ora devo scappare, ho il volo aereo…

I 29: Scusa, qual è l’appiglio legale su cui l’Anief vorrebbe basare il ricorso? Il precedente della classe di musica?

A 1: Dal punto di vista legale, il discorso è tecnico e delicato. La vostra situazione è difficile, qui nessuno vuole illudervi dicendovi che è facile. Questo scordatevelo! Non la risolverete gridando, non la risolverete dicendo che la SSIS è uno schifo! Fate molta attenzione! Questa è un’idea che non va detta, chi ce l’ha se la tenga per sé! Attenzione! Io non posso dire “faccio una scuola schifosa, che mi insegna a insegnare”, e poi vado dal Ministro…

I 30: Scusa, qui non siamo davanti al Ministro! Perché non possiamo dire quello che pensiamo?

I 31: Non c’era altro da scegliere a parte la SSIS, sennò l’avremmo scelto!

M: Per favore, cerchiamo di parlare della questione più urgente.

I 32: Vorrei precisare una cosa. Bisogna distinguere tra le valutazioni che noi siamo legittimati a fare in questa sede e poi la rivendicazione dei nostri diritti di fronte al Ministro.  Noi siamo legittimati a dare una nostra opinione su ciò che ci hanno chiamato a fare senza averlo scelto. Se non diamo noi una valutazione su ciò che stiamo facendo, non so chi dovrebbe darla.

I 33: Io mi ritengo competente e mi accorgo quando qualcuno non lo è!

A 2: Ma certo, noi abbiamo detto proprio questo.

I 34: Però, magari, servirebbe più chiarezza.

A 2: Il mio collega voleva dire non che non sia vero che il sistema è perfettibile, ma la storia ci insegna che in passato il Ministro si è basato proprio su questo malcontento per cancellarvi.

I 35: Ma oggi siamo qui per confrontarci, si facevano considerazioni generali. Ognuno ha il diritto di esprimersi.

I 36: Per tornare a noi…Io sono venuta dalla Calabria apposta per riferire alcune cose. Siamo venute in tre in rappresentanza di tutto il ciclo, perché siamo riusciti a fare un’assemblea comune. Le proposte emerse dalla nostra assemblea sono sostanzialmente le stesse fatte qui. Devo segnalare la solidarietà di Costabile, direttore della SSIS Calabria. Molti nostri colleghi hanno proposto di tempestare di email il Ministro; da più parti è venuta l’idea di una manifestazione nazionale; è stato espresso il desiderio che il coordinamento sia nazionale e che la mobilitazione si basi su una piattaforma, un documento programmatico che andremo ad elaborare. La rivendicazione principale dovrà essere l’inclusione in graduatoria, ma dovremo anche esprimere una posizione su come vorremmo che sia il sistema di reclutamento. Un’ultima cosa sull’Anief. Il primo volantino che abbiamo trovato a lezione era quello della petizione online, successivamente è arrivata quella cartacea. Una delle proposte fatte a Cosenza era iscriversi in massa all’Anief. Ma io personalmente ritengo che la delega indebolisce sempre. Un coordinamento di tutte le SSIS è prioritario. E soprattutto non mi va di sentir dire che 11.000 firme contano e 11.000 persone in piazza no.

(applauso)

A 2: No, no, 11.000 persone in piazza contano! Trenta però no.

I 37: Per non essere in trenta basta organizzarsi.

I 38: Possiamo stare a fianco dell’Anief, ma non delegare del tutto a questa associazione.

I 39: Vorrei dire un’ultima cosa ai colleghi dell’Anief, che stanno andando via. Appunto perché il loro progetto, che ciascuno di noi valuterà, consiste in un ricorso nominale – cioè chi non aderisce nominalmente al ricorso non beneficia degli effetti in caso di successo – forse ci sarebbe bisogno di un’informazione più capillare, che possa arrivare a tutti in tempo. Dal sito dell’Anief non si ricavano molte notizie in proposito.

A 1: Ma il ricorso ancora non esiste!

I 40: Va bene, però scusate, la raccolta di firme per il ricorso la state facendo, come preadesione. Se la gente non sa neppure che esiste questo tipo di iniziativa, o non sa bene di che si tratta, rischia di restarne fuori, tanto più se i tempi sono stretti.

I 41: Prima che andiate via, potete spiegarci meglio i termini di questo ricorso?

A 1: L’appiglio legale lo decideranno gli avvocati.

I 42: Ma che cosa si firma quando si preaderisce? Preadesione a che cosa?

A 1: Se non c’è ancora il decreto come facciamo a saperlo?

M: Non vi chiediamo di divinare nulla, ma solo di fare un’informazione un po’ più dettagliata.

I rappresentanti Anief salutano ed escono.

I 43: Volevo fare una piccola precisazione. Quando diciamo che vogliamo fare casino e smuovere le acque, si intende farlo da competenti. Non siamo dei ragazzini che vanno a fare le manifestazioni per divertimento. Vogliamo convincere i politici a guardare 11.000 persone, che non sono un numero e basta, ma persone adulte, con figli e via dicendo. Da questo incontro possiamo dedurre che l’Anief è una delle strade, ma non l’unica. La cosa principale è coordinarci, ci vuole un coordinamento nazionale autonomo dei sissini di tutta Italia. Vorrei quindi andare via di qui dopo che si sia formato un comitato nazionale, che divulghi informazioni tramite internet; poi, che i rappresentanti dei vari gruppi si radunino per andare alle udienze, e si diano indicazioni a ogni regione su che cosa bisogna fare da lunedì. Faccio un esempio: noi a Perugia abbiamo già raccolto le firme, abbiamo contattato la stampa, abbiamo mandato e-mail ai politici e ai sindacati; ovviamente nessuno ci ha steso il tappeto rosso, nessuno se l’aspettava. Adesso dobbiamo andare a parlare a quattr’occhi, bisogna battere, battere, battere e battere.

I 44: Secondo me ha ragione chi dice che se abbiamo intrapreso un percorso, dobbiamo essere comunque fieri di intraprenderlo. Io non l’ho vista come una scialuppa di salvataggio, io sono due anni che ho deciso di entrare alla SSIS, quindi in un certo senso ci credo, magari sbaglierò, per ogni SSIS sarà diverso. E in più c’è l’abilitazione, che non disdegno. L’altra cosa che volevo capire è: l’idea di non pagare la seconda rata, quante persone trova d’accordo? Perché io personalmente, non pagando la seconda rata, rinuncio alla SSIS, rinuncio ai due anni buttati sui libri, e rinuncio all’abilitazione che comunque un giorno potrebbe….

M: O rinunciamo tutti o no, è chiaro.

I 45: Ok, questo volevo capire.

I 46: Se rinunciamo tutti, l’università sarà costretta a prenderne atto.

I 47: Ma non saremo mai compatti.

I 48: Parlando con il direttore della SSIS che frequento (Calabria), è emerso che bloccando le lezioni non si fa altro che annullare di fatto il corso, perché lui non può dichiarare che noi per i nostri diritti e motivi non frequentiamo le lezioni e protestiamo. Non pagando la seconda rata, veniamo esclusi dalla SSIS. L’idea del comitato nazionale è ottima…. Vorrei chiedere se fosse possibile rendere visibile il comitato nazionale sul sito ufficiale delle nostre SSIS.

I 49: Noi del Lazio l’abbiamo chiesto e ce l’hanno concesso.

I 50: Da noi (Calabria) volevano l’approvazione del direttore e vista la sua disponibilità penso che non avremo problemi. E’ l’unico modo per coordinarci tutti, perché anche chi non viene a lezione vede il sito quanto meno per le date degli esami…

I 51: Noi adesso abbiamo discusso con questi dell’Anief, che sono stati abbastanza tecnici perché sono istituzionalizzati. Quindi coordiniamoci con loro, facciamo i dovuti passi, firmiamo quello che c’è da firmare. Cerchiamo di essere concreti, di evitare le polemiche.

I 52: Lui (I 51) dice: coordiniamoci con l’Anief. Io penso che la chiacchierata di prima sia stata abbastanza eloquente. In ultima istanza, il nostro comitato deve avere una sua identità. Dobbiamo riscattare la nostra identità innanzitutto. Insistere sulla sensibilizzazione, sull’informazione, perché – ribadisco – il fatto che oggi non siamo più numerosi ci deve allertare. Dovevamo esser molti di più. Io sono venuto da Milano e ci sono rimasto male. Un’altra cosa, attenzione a questi meccanismi di delega ad associazioni come questa, perché possono essere molto deresponsabilizzanti per noi. E’ chiaro che dobbiamo trovare un coordinamento con loro, ma ho l’impressione che loro sminuiscano troppo la questione politica e che siano un po’ strumentali quando dicono “Noi ci auguriamo ovviamente che voi non dobbiate fare ricorso”.

I 53: Sono perfettamente d’accordo con te.

M: Volevo ricondurre il tutto a una proposta. Se siamo tutti d’accordo che bisogna fare questa audizione alla Commissione cultura e siamo anche d’accordo che dovremmo incontrare anche Mussi, allora, appena avremo la data dell’incontro con Mussi, mettiamo la data sul blog e organizziamo per quel giorno una manifestazione sotto al Ministero.

(Applausi)

I 54: Rispetto a questo, una nostra raccolta nominale di firme non sarebbe una cosa sbagliata. Indipendentemente dall’Anief, questa è una cosa che possiamo fare noi.

M: La possiamo dare come proposta assodata questa dell’audizione e dell’incontro con Mussi? Questo è un punto. L’altro punto su cui ragionare è la raccolta firme per una nostra petizione: non quella per il ricorso al TAR, ma quella per dare spessore alla nostra mobilitazione. E’ una cosa che vogliamo fare? Ciascuno può agire secondo la propria coscienza, però sarebbe bello uscire da qui con una proposta comune.

I 55: Dovremmo andare all’audizione con le firme.

I 56: Si, ma questa non deve essere l’unica strada.

M: All’audizione deve esserci anche qualcuno dell’Anief. Speriamo che ci diano la loro disponibilità.

I 57: Usciamo da questa assemblea con dei referenti per le varie SSIS.

M: Dobbiamo completare con tutte le regioni mancanti all’appello la rete di referenti che è sul blog. Quindi, la proposta è di fare una raccolta firme parallela a quella dell’Anief?

(assenso)

I 58: Che cosa chiediamo in questa raccolta firme? Che ci sarà scritto sopra?

M: Direi che possiamo far riferimento al testo dell’emendamento Cannavò, cioè richiedere l’inserimento con riserva nelle graduatorie ad esaurimento.

I 59: Possiamo anche chiarire che la raccolta delle firme è dei sissini e per i sissini, indipendentemente dall’Anief.

M: Allora se noi vogliamo fare un raccolta firme per noi, per il IX ciclo, significa che poi l’Anief con i propri canali presenterà altre firme. Le due raccolte si integreranno.

I 60: Secondo me in prima battuta dobbiamo raccogliere le firme per noi, come comitato del IX ciclo, per dare corpo alla nostra mobilitazione. Poi, in seconda battuta, tutte queste firme potranno essere accorpate a quelle dell’Anief.

I 61: Sono una specializzanda della SSIS Lazio. Io non sono contraria in linea di principio ad avere come alleato l’Anief, però – non so voi – sono rimasta un po’ perplessa, perché hanno insistito per l’80% del tempo a loro disposizione qui sulla raccolta firme, ma non ci hanno detto in concreto cosa vogliono fare. Nel momento in cui mi dicono solo che vogliono impostare il ricorso sul fatto che quelli di musica sono entrati e noi no, mi sembra poco convincente. 

I 62: Secondo me è importante la nostra sottoscrizione, perché quando ci sarà l’audizione si presenteranno i rappresentanti di 11.000 iscritti al IX ciclo SSIS, e avremo tutt’altro peso.

I 63: Allora, possiamo ritenerci costituiti ufficialmente come comitato nazionale. Il blog rappresenta la voce di quest’assemblea. Cerchiamo di arrivare alle SSIS che non sono ancora partite e che partiranno. Da gennaio penso che riusciremo ad estendere i  nostri contatti, dopodichè se entro febbraio è verosimile che avremo un incontro con la Commissione cultura, bisogna che esca qui ora dai presenti o nei prossimi giorni la delegazione che andrà alla Camera. Dovremo comunicare, prima dell’appuntamento, chi e in quanti andranno. Appena, poi, riusciremo ad avere un incontro con Mussi, partiranno delle campagne territoriali per fare in modo che arrivi a Roma gente per supportare con voci di piazza chi sta dentro a parlare con Mussi. Ci metteremo in contatto con le ferrovie dello stato per avere biglietti scontati per chi arriva da fuori e tutto questo lo coordineremo tramite il blog. O secondo voi è necessario fare un’altra assemblea prima? Io penso che sia un po’ complicato. Comunque, dopo il sit-in di quel giorno, possiamo incontrarci all’università, se ci concedono l’aula. A noi del Lazio hanno concesso la sospensione della didattica per le assemblee, chiedetelo anche voi.

I 64: Chiediamo la sospensione della didattica anche per quando ci sarà l’incontro con Mussi.

I 65: Quando la nostra assemblea doveva essere il 12 dicembre, noi il 13 avevamo un esame e non ci hanno concesso di annullarlo. Secondo me bisognerebbe avere il parere positivo di tutti i direttori, perché altrimenti non si sospende niente.

I 66: Io volevo proporre, visto che il blog creato dai colleghi del Lazio funziona bene, ha registrato 6135 contatti in 15 giorni, possiamo partire da loro e fare di quel sito il sito del comitato nazionale di tutte le SSIS, non solo del Lazio.  Sarà il canale di informazione per tutte le SSIS.

I 67: Certo, e i referenti regionali del Comitato servono proprio per mantenere i contatti anche con quelli che non guardano regolarmente il blog. E’ un sistema che funziona, per l’assemblea di oggi siamo riusciti a coordinarci con molte SSIS e ad essere qui, nonostante il poco tempo a nostra disposizione.

I 68: Noi (Umbria) non abbiamo rappresentanti ufficiali, non so se le altre regioni li hanno. Noi abbiamo nominato dei rappresentanti provvisori, la direttrice li ha accolti nell’ultima seduta del Consiglio, lei è dalla nostra parte. Al Consiglio abbiamo presentato le firme dell’Anief. Molti professori purtroppo non erano solidali con noi, soltanto tre hanno votato a favore della nostra mozione.

I 69: Dobbiamo produrre nell’immediato un documento che raccolga tutte le nostre proposte, soprattutto circa la manifestazione. Ci sono diversi colleghi dell’VIII ciclo solidali con noi. Perché non ci firmiamo Comitato delle SSIS e non solo delle SSIS IX ciclo?

(dissenso)

I 70: Perché non organizziamo nelle singole SSIS momenti di discussione, di dibattito? Dobbiamo tenere viva l’attenzione, perché rischiamo che pian piano la cosa vada scemando, bisogna comunicare e socializzare le informazioni. Io volevo bloccare le lezioni per parlare e discutere collettivamente, ma nella mia università non è stato possibile.

M: Ciascun referente SSIS deve presentare al proprio direttore una mozione che appoggia le nostre iniziative, come abbiamo fatto qui a Roma.

I 71: Allora dichiariamo ufficialmente fondato il comitato nazionale SSIS IX ciclo?

(assenso)

M: Ci sono già i referenti regionali che possono essere un punto di inizio per le comunicazioni tra di noi. E il primo atto di questo comitato è organizzare la manifestazione, quando ci sarà la data dell’incontro con Mussi. Domani sera metteremo sul blog una relazione sull’assemblea.

I 72: Non possiamo organizzarci anche per ogni singola classe di concorso? Non solo su base regionale?

M: Certo, è un obiettivo da realizzare.

I 73: Si potrebbe fissare un prossimo incontro virtuale su una chat, per una discussione sui problemi logistici.

(assenso)

M: A proposito, ci vorrebbero altre due persone che si propongano come amministratori del blog, preferibilmente da regioni diverse dal Lazio.

I 74: Mi propongo io.

I 75: Bisogna allertare i giornali a livello nazionale, magari quelli di opposizione.

M: Noi, grazie a qualche contatto, abbiamo potuto sfruttare un ufficio stampa, quando dovevamo pubblicizzare questa assemblea. Abbiamo prima contattato i giornali più importanti e abbiamo dato la notizia solo a loro, perché, essendo gli unici ad avere la notizia, era più facile che la pubblicassero. Ma questa strada non ha dato risultati. Allora sono stati inviati i comunicati a tappeto, solamente l’altro ieri. Mettere il comunicato stampa sul blog potrebbe essere controproducente, perché un giornalista che vede che già sul blog c’è il comunicato stampa è meno spinto a dare la notizia. Deve essere inviato  personalmente via mail ai giornalisti. Ognuno di noi, a nome del Comitato, sfrutti i propri contatti.

I 76: Dobbiamo avvertire tutti i direttori SSIS della nostra esistenza.

(assenso)

M: Da domani sera sarà possibile scaricare dal blog un form per la raccolta firme, intestato “Comitato Nazionale IX ciclo SSIS”. Poi queste firme verranno inviate a Roma. Circa la stampa, ognuno si occuperà dei propri contatti. Prima di avere l’audizione alla Camera, dobbiamo comunicarlo a tutti i deputati che fanno parte della Commissione cultura, in modo da sensibilizzarli al nostro problema. Da qui ai primi di gennaio cominciamo a contattare i parlamentari della maggioranza e dell’opposizione.

I 77: Vengo da Milano. Quando i miei colleghi domani mi chiederanno della questione Anief, che gli dirò?

M: Ai colleghi assenti si dirà che le due raccolte firme (nostra e Anief) sono parallele. Se non dovessimo riuscire ad ottenere quello che vogliamo per via politica, allora si deciderà se andare con l’Anief per il ricorso.

I 78: Quelli dell’Anief ci dicevano che vogliono l’iscrizione prima di gennaio, per avere uno sconto.

M: Riguardo a questo, ciascuno deve decidere autonomamente. Come comitato, è un problema che ci porremo se non va a buon fine la via politica.

I 79: La consulenza dell’Anief sul ricorso lasciamola a dopo.

M: Certo, non vogliamo porci in competizione con loro.

I 80: Al momento della nostra raccolta firme, potremmo domandare ai colleghi se verserebbero 50 o 20 euro di adesione all’Anief, a livello di sondaggio. Perché se siamo in cento, non vale la pena.

I 81: Dobbiamo anche calcolare il rapporto tra VIII ciclo e IX ciclo. Non tutti quelli dell’VIII ciclo sono ben predisposti ad accogliere il nostro ingresso in graduatoria, per una specie di guerra tra poveri per il punteggio.

M: Faccio una sintesi. Nei prossimi giorni contatteremo membri della Commissione cultura e contestualmente invieremo una richiesta formale per ottenere l’audizione. Verosimilmente l’audizione ci sarà tra un mese o poco più. Contestualmente avvieremo la richiesta per avere l’incontro con Mussi e organizzeremo la manifestazione. In settimana cominceremo a raccogliere le firme, che andranno spedite all’indirizzo che sarà indicato sul blog.

I 82: Perché non Fioroni? Perché non coinvolgere anche l’altro Ministero?

M: Perché sulla questione della riapertura delle graduatorie il MPI non vuole sentire ragioni. Loro vogliono esaurire le graduatorie a ogni costo.

I 83: Il MPI non vuole riaprile in primo luogo perché, nelle loro intenzioni, la chiusura delle graduatorie dovrebbe essere lo strumento principale della lotta al precariato nella scuola, e poi per un aspetto economico: nella finanziaria dell’anno scorso, quando sono stati disposti gli aumenti delle assunzioni in ruolo,  è stato fatto di concerto col Ministero delle Finanze, in cambio, per così dire, della chiusura delle graduatorie. Il MPI tende a scaricare la responsabilità della nostra situazione sul MUR. Infatti il MPI ha insistito perché nel decreto del MUR che avviava il IX ciclo fosse inserita l’esplicita dichiarazione che le graduatorie erano chiuse, in modo da coprirsi le spalle.

I 84: Dobbiamo pretendere una giustificazione!

I 85: Potremmo predisporre una campagna di mail bombing anche per Fioroni e il Viceministro Bastico. E comunque Sanzo, del MPI, ci ha garantito di poter avere un altro incontro tra fine gennaio e inizio febbraio, prima dell’uscita del decreto attuativo di cui parlava l’Anief.

M: Prima dell’ultima discussione alla Camera, MPI e MIUR erano su posizioni contrarie. Adesso c’è stato un riavvicinamento.

I 86: Ma il rapporto tra MPI e MIUR è un po’ contraddittorio, perché i supervisori SSIS hanno metà orario nella scuola e metà con noi.

M: Ricapitolando, questi sono i punti fondamentali su cui abbiamo deliberato: 1. da domani sarà disponibile il foglio per la raccolta firme. 2 dobbiamo prepararci all’incontro con la Commissione cultura. 3 dobbiamo prepararci all’incontro con Mussi. Ciao a tutti e grazie.

(applausi)

 

Ancora nessun commento. »

Non c’è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.